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Villa Gentile – Atto 2

“Sprint di Mennea per Villa Gentile”

Riportiamo, di seguito, l’articolo a firma di Roberto Sculli, pubblicato sul Secolo XIX di sabato 8 ottobre 2011 (Cronaca di Genova – pag. 27).

L’AMBIZIONE DEI VINCITORI: COINVOLGERE 250 MILA PERSONE
Sprint di Mennea per Villa Gentile
La gestione del campo d’atletica a un consorzio di 26 società. Sponsorizzate dal campione

CORREVA con un grosso peso agganciato alla schiena, Pietro Mennea. E in un sport dominato da atleti di colore, americani, caraibici e africani, il ragazzo di Barletta diventò il più forte del mondo. Prima fermando il cronometro a 19 e 72, un record mondiale che, sui duecento metri, ha resistito per diciassette anni. Poi, sempre sui duecento, vincendo un’Olimpiade, a Mosca, nell’Ottanta, recuperando in una manciata di metri uno svantaggio che sembrava incolmabile. Sono passati quasi quarant’anni e ora c’è anche il nome di Pietro Mennea tra quanti vogliono dare, rilanciando Villa Gentile, un futuro luminoso all’atletica a Genova. C’è il sostegno della Freccia del sud al progetto che ieri, dopo la sospensiva imposta giorni fa dal Tar, si è aggiudicato la gestione, messa a gara da Sportingenova, della più importante pista d’atletica della città.
«Correre con i pesi. Ho visto Usain Bolt allenarsi allo stesso modo», racconta Mennea dallo studio della Fondazione che porta il suo nome. La ricchezza della semplicità, quello di uno sport di elite perché regala più fatiche che gloria. C’è questo pilastro che non potrà mai cambiare, a reggere la proposta di ventisei società sportive, guidate dalle capofila Trionfo Ligure e Atletica Don Bosco Universale. C’è la passione, più di tutto, a sorreggere le 118 pagine fitte di dati e disegni che hanno convinto, subito, i commissari chiamati a valutare le offerte per Villa Gentile.
«È il nostro sogno», dice la presidente di Trionfo Ligure, Annalisa Cevasco, che sorride, dopo il ricorso del Cus che aveva convinto il Tar a “congelare” la gara, strozzando sul traguardo l’urlo di vittoria in gola. Uno stop improvviso che l’altro ieri, mentre proprio il Cus medita un altro ricorso, il giudice amministrativo ha deciso di non confermare.
Cinquantamila persone, mille e trecento atleti, riunito sotto l’ombrello dell’associazione temporanea Quadrifoglio. È questa la spina dorsale del consorzio, che vede, tra gli altri, la partecipazione dell’Uisp, del Dopolavoro ferroviario e del circolo sportivo Ansaldo. Un mare di appassionati che fa da motore a una trasformazione come nessuno, in Italia, l’aveva mai pensata.
Tommaso Bisio dell’Uisp, Alberto Priarone del Don Bosco, un tecnico, Angelo Gazzo, oltre ad Annalisa Cevasco, sono le menti del progetto. «Contiamo di arrivare a coinvolgere almeno 250 mila persone», confida Cevasco. Il piano prevede una ristrutturazione completa dell’impianto e degli spazi che lo circondano, su tutti il parco, nei primi tre anni dei dieci previsti dal bando di gara. «Vogliamo che parco e pista – spiega Lanfranco Marasso, dirigente della Trionfo Ligure – diventino una cosa sola. Per questo saranno rimosse le barriere che separano pista e spazi verdi». I lavori, che non interromperanno nemmeno per un giorno l’attività sportiva, comprendono, tra gli altri, la sistemazione delle strutture esistenti, l’allargamento dell’anello principale e la creazione di una nuova pista. «Oltre all’attività sportiva e all’utilizzo dell’impianto – aggiunge Marasso – nel progetto c’è tutta una parte di progetto che riguarda l’inserimento sociale. Vogliamo che Villa Gentile diven ti una sorta di campus al servizio del quartiere».
Un campus autosufficiente: saranno promosse raccolta differenziata e compostaggio e ci sarà un impianto fotovoltaico installato su un tetto sopra la tribuna. «Coprire gli spalti è necessario per ottenere l’omologazione per ospitare manifestazioni di rilievo». Allenarsi per vittorie che sembravano impossibili. Villa Gentile comincia la sua corsa.

PARLA LO STORICO EX PRIMATISTA MONDIALE DEI 200 METRI PIANI
«IN QUESTO SPORT SERVONO NOVITÀ IL “VECCHIO” SI FACCIA DA PARTE»

«BISOGNA capire quando è il momento di farsi da parte, lasciando spazio a chi ha forza, entusiasmo e voglia di fare. Io sono a disposizione di questi appassionati e atleti, da uomo di sport e da professionista».
L’italiano più veloce di sempre e il sogno di tante piccole-grandi società sportive. Pietro Mennea, avvocato e commercialista, è il filo rosso che lega l’Olimpiade dell’80 a un progetto di rilancio tutto genovese.
Perché ha deciso di sostenere il progetto per Villa Gentile?
«Non prendo quasi mai iniziative di questo tipo. Però ho visto la documentazione e conosco la serietà e la preparazione delle persone coinvolte. Credo che progetti nuovi, soprattutto se innovativi come questo, siano da sostenere sempre».
Conosce l’impianto?
«Sì. Ci ho corso un campionato, era il 1984. Ci sono tornato di recente per assistere a una gara. È un bell’impianto, che ha bisogno di un po’ di lavori per rendere al meglio».
Attorno alla gestione di Villa Gentile si è scatenata una guerra di ricorsi davanti al Tar.
«Me l’hanno detto e mi dispiace. Però, e questo vale in generale per tutto il movimento italiano, è davvero brutto che iniziative nuove debbano essere ostacolate. Associazioni come la Quadrifoglio devono poter lavorare in pace. Io ho provato a dare l’esempio, a un certo punto mi sono levato di mezzo. Serve freschezza e certi dirigenti sportivi devono capire che nella vita c’è anche dell’altro».
Cosa intende fare, in concreto, per sostenere il progetto?
«Consigli, consulenze professionali. Tutto quello che ho imparato in tanti anni, anche a livello internazionale, lo metto a disposizione dell’associazione».
L’Italia potrà mai vincere una medaglia come la sua?
«Il movimento vive un momento difficile. Serve un cambio di mentalità, uno svecchiamento, e credo che iniziative come questa possano dare un segnale forte».
Quando la vedremo a Genova?
«Presto, alla nuova Villa Gentile».
R.SCU.

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