Un bottino diverso quello raccolto ai Campionati Italiani Juniores e Promesse di Rieti. Onore ad ADE e ad ANNA!!

Abbiamo raggiunto la pista  di Rieti, azzurra come il cielo sopra di noi ai piedi del Terminillo, con il pulmino 9 posti e siamo entrati tra frizzi e lazzi per ingannare la tensione nello Stadio, che stava facendo le prove generali per gli Europei.  Non è la prima volta che ci entriamo, tutti noi ci siamo già stati almeno un’altra volta e allora ognuno ripensa e suoi ricordi, le emozioni di allora e le racconta e tutto diventa patrimonio comune. Siamo uno strano drappello e in una manciata di atleti, due Promesse e quattro Juniores rappresentiamo un assaggio delle specialità dell’atletica: le corse, con i 100 che correrà VALERIA “Berrys” BERRINO,  con i 200 che correrà FABIO “Bongio” BONGIOVANNI e i 400 che saranno la prova di ANNA FOLSO e ADESHOLA “Ade”AYOTADE . Abbiamo poi un lancio quello del peso di SARA GAIAUDI e un salto, quello con l’asta di LAURA “Lalla” FAVETO.  Accompagna la spedizione Alessia Sacco.  Tutti hanno il loro sogno, più o meno ambizioso, quello per cui hanno lavorato. Il sogno  anzi i sogni li ha anche l’unico tecnico  presente GIUSEPPE “Pino” MANGIACASALE, che rappresenta in sè le  speranze di tutti i tecnici che gli hanno affidato i ragazzi.  Tutti  abbiamo delle aspettative, ma nessuno  osa confessarle! Si sfogliano le liste dei partecipanti, si confrontano i tempi, poi,  prima che la tensione salga a mille, tutto inizia e ognuno segue i suoi tempi di riscaldamento e scende in pedana o in pista. La sfida con se stessi inizia e si incrociano i salti di Laura con la partenza sui 100 di Valeria, sono lì tutte due pronte a partire e si sente tutta la loro emozione, Lalla fa un salto sicuro a 3.00 metri e si prepara ad affrontare il suo muro, Berrys parte un po’ in ritardo, poi ci prova e poi pare si dica questa gara è solo rispetto al mio di tempo e chiude in 12″34!!! Intanto entra in pista Ade che sorride guardando in alto verso di noi e ancora una volta si incrocia la sua partenza con con il salto di Lalla. Lei si infrange contro il suo muro a 3.20, colpendo, all’ultimo dei tre salti, quello più bello, l’asticella con la gamba e Ade parte, alcuni istanti dopo e corre la sua batteria arrivando secondo, 49.04, conquistando il diritto alla finale e il sogno diventa più vicino. ADE, allora, parla con il suo coach ANGELO GAZZO che lo segue “a distanza”, per prepararsi all’appuntamento più importante del giorno dopo. Tocca poi alla eterea Anna, che prende posto in ottava corsia a fianco della Pasquale e io sono felice, mi riecheggia la voce del suo tecnico FABRIZIO MASSI in quel momento nelle orecchie, Anna deve avere qualcuno da inseguire, e allora quale situazione migliore e Anna prova ad inseguirla per un buon tratto e così alla fine chiude con il suo nuovo PB 58″77!!  Sono scene normali,  normali emozioni, lo so, ma le l’abbiamo condivise tutti assieme e ci hanno intimamente unito, quasi che ognuno fosse parte dei sentimenti dell’altro.  Tocca infine a Sara che lancia il suo peso a 10.47 e lascia la pedana con un po’ di broncio per il male alla mano che ne condiziona il risultato. E’ ormai tardi,  ma usciamo pronti  per il giorno dopo, e  il sogno di ADE diventa il sogno di tutti gli altri.  Bongio ha solo prestato la sua voce per fare il tifo, lui come Ade ha la testa sul giorno che deve venire. Arriviamo appena finita la marcia al campo e iniziamo, in attesa delle gare dei nostri due eroi, a guardare assieme le competizioni in atto, commentando e ognuno spiegando un po’ della sua specialità al resto della truppa e  tifiamo e urliamo per tutti quei “signori e signore” dell’atletica che si esprimono nelle forme più belle sotto i nostri occhi!! Infine tocca a Bongio, che io e Ade vediamo tesissimo prima di entrare in campo, sa di essere stato fermo diverse settimane, sa cosa vorrebbe, ma non sa come risponderà il suo fisico: chiude in 22″81, che non gli rende giustizia, per la stagione fatta.  Ora non rimane che il sogno di ADE che è il Sogno con la “S” maiuscola di ognuno di noi, giocarsi una finale. Siamo impacciati, facciamo timide battute per sdrammatizzare alternate a un silenzio rispettoso della concentrazione: vorremmo aiutarlo, vorremmo correre con lui, vorremmo trasferirgli la nostra energia!! Lui si alza con la sua maglietta verde speranza, lancia un ultimo sguardo e mentre si allontana l’emozione prende la gola e gli occhi si fanno umidi, almeno quelli di Madre. Ci organizziamo, dividendoci in ogni parte del campo, Alessia è pronta per il video e io vado sopra il traguardo dove Ade ha chiesto che lo aspettassi. E’ un tempo interminabile l’attesa!!  Alla fine ADE è sui blocchi. Si alza appena più lento degli altri e già temo, sono cosciente della difficoltà, ma spero ancora che corra per vincere, per la gioia di farlo, per esprimere tutta la passione che lo anima, mettendo a frutto ciò che ha acquisito nel lungo tempo della preparazione. Ade corre, per un tratto ci prova, poi viene risucchiato e finisce con lo stesso tempo del giorno prima: è la sua prima finale ed è ottavo.  Torniamo tutti ai nostri posti muti, abbiamo fatto tutti quel faticoso giro della morte e siamo tutti ottavi dentro. Lo stadio però è infiammato dalla bellezza delle competizioni  che si susseguono e allora guardiamo assieme e tifiamo assieme per  Tricca e per la finale dei 110hs J e P di Perini e di Fofana e poi per il martello di Falloni e battiamo il ritmo alla Malavisi che segna il primato italiano e vola tra le braccia del suo allenatore in un abbraccio che vale mille parole!! Allora raccogliamo il vero bottino della trasferta: rinnoviamo la nostra passione, focalizziamo meglio i nostri obiettivi, ognuno rispetto al suo ruolo, e torniamo con nuovi propositi e voglia di fare e fare molto, ma molto meglio, ognuno rispetto a se stesso, rimettendosi in gioco, rinnovato e con nuova grinta allora capiamo che quella frase  di Pietro Mennea che portiamo con orgoglio sulle nostre maglie  ha un significato preciso, chiaro che ognuno può applicare a se stesso: “Lo sport insegna che per la  vittoria non basta il talento, ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano nello sport come nella vita” e io aggiungo e quel giusto pizzico di sano agonismo e di cattiveria di  lottare come guerrieri per il risultato, seppur diverso in base alle potenzialità.

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