Pietro Mennea è morto: addio, grande campione! Ciao, amico mio!

La morte di un campione, quale Pietro Mennea era, è qualcosa che  lascia attoniti e senza parole, perchè lo si pensa inossidabile, non sfiorabile dall’usura del tempo ed eternamente pronto a correre un 200 in 19″72!

E lui quell’energia intensa, positiva, che mai si arrende, l’ha donata a tutta la nostra Società quando è venuto a farci da “testimonial” al DAVOLI del 2010. Ho ancora negli occhi la standing ovetion spontanea che gli ha tributato il foltissimo pubblico presente, dedicata all’atleta, al campione, ma soprattuto all’UOMO.

 

 

 

 

 

In questi giorni sarà ricordato per ogni sua impresa sportiva e umana che ha realizzato, diventando un modello per generazioni di ragazzi, che hanno visto lo sport come strumento di crescita personale. Tuttavia io voglio ricordare di lui qualcosa di personale che sia il significato, per tutti i miei tecnici, atleti e dirigenti di cosa è significato  il suo passaggio a Genova.

Tutti sanno che non sono nata sportivamente nell’atletica e che, quindi, non ho legami storici con nessuno, tanto meno con un grande come Pietro. Pietro, però, per la sua vita sportiva non appartiene all’atletica solamente, ma all’intera comunità sportiva e allora mi era parso bello poterlo invitare a parlare con i miei atleti.

Lo contattai semplicemente  attraverso una mail, non sapendo quale sarebbe potuta essere la risposta e se mai ce ne sarebbe stata una. Pietro iniziò così da subito a sorprendermi, rispondendomi a stretto giro di posta e iniziando con me, “neo presidente in formazione” un dialogo costruttivo e stimolante incentrato sul senso del movimento dell’atletica e sulle sue potenzialità di evoluzione futura.  Come mi piace sempre dire con quella prima mail mi ha “adottato”, facendomi capire come potevo fare i primi passi, esortandomi ad affrontare il tutto con entusiasmo e grande grandissimo impegno, come  lui diceva: “deve essere costante, Annalissa (con quella sua s dolce che suonava al mio orecchio come doppia), giornaliero e sempre pronto al confronto e deve essere un impegno coraggioso, ricordati! E di ostacoli ce ne saranno, ma non arrenderti mai,  solo così giungerai al risultato e sarai di modello per i tuoi ragazzi”!  Mi ha esortato a coinvolgere le nuove generazioni e ad iniziare con loro un nuovo tipo di “dialogo sportivo”, che preveda l’imparare a parlare il loro linguaggio per poterli educare  e formare ai valori universali ed educativi che lo sport ha nel suo DNA, per favorire lo sviluppo di generazioni che crescano nella consapevolezza dei valori e dell’etica.

E’ poi stato per me conforto e sostegno in tutto il percorso fatto come Società dalla nascita dell’Associazione culturale, alla presa in gestione di Villa Gentile, di cui è stato supporter appassionato e stimolante.

A te, caro Pietro, che avresti dovuto aprire la stagione di Villa nel tuo ruolo di Presidente del Comitato Scientifico, sarà dedicato un evento che rimarrà simbolo del tuo passaggio in quel campo, prima come ATLETA, poi come UOMO.

Mi mancheranno  i tuoi consigli, caro Pietro, mi mancherà la tua ironia, mi mancherà il poter parlare con te, quando ho  bisogno di capire: grazie di essere stato amico mio!

ANNALISA – Presidente S.S. Trionfo Ligure asd

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9 risposte a Pietro Mennea è morto: addio, grande campione! Ciao, amico mio!

  1. Angelo Angelo scrive:

    Un onore averti conosciuto Pietro….un uomo raro e un mito senza tempo.
    condivido questo editoriale uscito in questi giorni…
    http://www.repubblica.it/sport/vari/2013/03/21/news/mennea_isolato-55054467/?ref=HRER3-1

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