Lettera del PRESIDENTE al quotidiano LA REPUBBLICA

A seguito dell’articolo apparso sul quotidiano LA REPUBBLICA in data 11.12.2011 nel quale veniamo menzionati dal presidente del Cus Genova, pubblico la lettera di risposta del Nostro PRESIDENTE Annalisa Cevasco

http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/12/11/news/cus_genova_moroso_il_comune_congela_i_conti-26419943/

Gentilissimo Signor Direttore,

Gentilissimo dott. Massimo Calandri,

Ho letto con vivo interesse l’articolo apparso sul vostro giornale domenica 11.12.2011 (Cus Genova moroso…) in cui è chiamata in causa la Società che rappresento, Trionfo Ligure, Società con storia centenaria nella promozione dell’atletica leggera e del suo movimento. Opera, infatti, a Genova dal lontano 1907, quando ancora le altre Società erano ben distanti dal prodigarsi per far sì che l’atletica leggera potesse diffondersi anche sul territorio genovese. Mi sento in dovere di fornire a Lei, Direttore, e a Lei dott. Calandri, alcune precisazioni, che mi auguro vogliate pubblicare sul vostro giornale. La prima è una considerazione di tipo procedurale. L’affidamento dell’Impianto di Villa Gentile è stato fatto secondo le procedure dell’appalto pubblico, che, com’è noto, è lo strumento di maggiore trasparenza che possa essere messo in atto da un’amministrazione pubblica o da una società a maggioranza pubblica, perché garantisce la partecipazione di tutti i soggetti che ritengono di poter formulare una proposta e che ne abbiano le caratteristiche richieste. La nostra Società assieme con l’Atletica Don Bosco Universale e con l’appoggio esterno di UISP, di molte altre società di atletica della provincia di Genova, con il coinvolgimento di rilevanti realtà del privato sociale e dei servizi pubblici e con la partecipazione di Pietro Mennea, ha avanzato una sua proposta progettuale, secondo quanto previsto e richiesto dal bando di SportinGenova, nei tempi e nelle modalità indicate, proposta che ha ottenuto un punteggio molto elevato. Ogni altra società di atletica avrebbe potuto candidarsi e presentare un proprio progetto, compreso il CUS Genova. E’ evidente che, probabilmente, alle altre società l’ipotesi è sembrata troppo grande o troppo poco interessante e hanno ritenuto di operare diversamente. Ognuno è libero di scegliere, ma fatta una scelta se ne deve assumere l’onere della stessa, come dice un detto di Genova: “la botte piena e la moglie ubriaca” non possono esistere nello stesso momento! Io e il mio collega Alberto Priarone, Presidente dell’Atletica Don Bosco Universale, abbiamo, al contrario, creduto che fosse nostra precipua responsabilità presentare un’offerta seria e concreta (148 pagine di progetto e 7 allegati tecnici) per far sì che VILLA GENTILE possa continuare a essere, com’è sempre stata, il tempio dell’atletica a Genova. Inoltre abbiamo creduto di dover dare un segno concreto proprio ai giovani atleti che vivono e crescono a Villa Gentile. In un mondo dello sport che sta mutando le sue regole, in cui gli enti pubblici sono chiamati da una Legge nazionale a dare in gestione a soggetti privati gli impianti sportivi; in cui alle società sportive è chiesta sempre maggiore efficacia ed efficienza, è fondamentale che ci sia qualcuno che ha voglia di scommettere il proprio tempo per far sì che lo sport possa continuare a crescere e in particolare il movimento dell’atletica, che è quello che sta a noi a cuore. Va sottolineato, a mio avviso, che la crescita di un movimento, non può esistere senza strutture a esso dedicate e il rischio era che Villa Gentile potesse essere presa in gestione da soggetti estranei all’atletica leggera. La seconda considerazione riguarda i contenuti del nostro progetto. Nelle righe dell’articolo traspariva quasi una conoscenza delle modalità con cui verrà gestito il campo, mi preme precisare che qualsiasi affermazione in tal senso è frutto di ipotesi che ognuno ha costruito liberamente. Io e il mio collega Priarone non abbiamo ancora presentato pubblicamente il progetto, non avendo ancora firmato il contratto, ma abbiamo già chiesto al Presidente della Fidal Regionale di poterlo presentare pubblicamente a tutte le società federate, per confrontarci con loro e garantire ad ognuna di esse la continuità dell’attività sul campo. Partiamo dall’idea, al contrario di quanto traspare dall’articolo, che è importante che continuino a crescere le altre società: uno sport senza competizione, perde la sua anima! Noi saremo orgogliosi che la gestione di Villa Gentile potesse portare ad una crescita quantitativa e qualitativa, soprattutto, di tutte le società della Liguria, solo dalla crescita dei singoli si eleva il livello medio complessivo. La terza considerazione è quella rispetto all’essere paragonati alla Sestrese, di cui mi scuso con il Presidente, che non conosco e che forse non avrebbe desiderato, essere citato. Partendo, tuttavia, da tale paragone vorrei esprimere tutto il mio orgoglio di essere proprio stata definita la Sestrese. E’ stato un vero complimento e ora ne illustro le ragioni. Il nostro progetto di gestione rivendica il radicamento territoriale e la forza del volontariato che sono da sempre le anime di tutte le società sportive italiane, che hanno dato vita ad un modello, quello italiano appunto, apprezzato anche fuori dai confini nazionali e proprio a quel modello noi ci rifacciamo, arricchendolo di alcuni elementi di innovatività e di efficienza ed efficacia gestionale. Essere chiamati Sestrese ha suonato ai miei orecchi come richiamo a quei valori di solidarietà, di tolleranza e di volontariato che lo sport dovrebbe sempre promuovere e che spesso nei sistemi più grandi ed economicamente più rilevanti, si fa più fatica a ritrovare.

La ringrazio in anticipo se vorrà dare spazio a questa mia.

Cordiali saluti.

Genova, 11 dicembre 2011

Annalisa Cevasco Presidente

S.S. Trionfo Ligure Asd

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