La straordinarietà delle prestazioni degli atleti disabili alle paraolimpiadi sollecita alcune riflessioni in merito

Non si può che rimanere ammirati, con la bocca spalancata e gli occhi umidi di commozione a vedere questi straordinari atleti che hanno fatto della debolezza un elemento di forza, diventando esempi eccellenti del significato più profondo dello sport e della sua valenza educativa.

Tuttavia le grandi emozioni, a mio parere, nascondono sempre una grande insidia: l’immediata forte partecipazione emotiva, che poi, ahimè, passa e si tende  a dimenticare nella quotidianità della vita sportiva, se non si è società specificatamente deputate.

Nel cammino di rinnovamento del nuovo millennio credo, quindi, che sia giunto il tempo che anche in questa direzione  le società sportive di base inizino a fare riflessioni serie e non sporadiche verso percorsi di integrazione vera, di condivisione di esperienze, in quanto  si potrebbero aprire nuovi scenari di crescita reciproca su più piani. Sono due mondi che ad oggi camminano paralleli, mentre sarebbe opportuno che  trovassero alcuni momenti nell’anno in cui lavorare in modo congiunto, in particolare sul piano formativo.

Infatti immagino che i tecnici che si confrontano quotidianamente con problemi fisici da rendere sempre meno incidenti nelle prestazioni  dei loro atleti, acquisiscano una capacità “creativa” di soluzioni che potrebbero essere un importante patrimonio da condividere anche con chi opera senza  handicap di partenza. Inoltre, credo, che momenti di scambio tra atleti normodotati e disabili  possa costituire un importante  occasione  di crescita, per capire il significato reale del lottare contro ogni limite. Queste semplici esemplificazioni sono solo rapide considerazioni, ma molto e molto di più potrebbe essere proposto attraverso un progetto specifico costruito in collaborazione tra società di base,  il  CIP, la Scuola dello Sport del CONI  e  i Centri studi degli Enti di promozione sportiva che già operano nel settore.

Questa mia nota vuole essere una provocazione, un lanciare un seme, uno spunto di riflessione per far si che la commozione si trasformi in azione e porti alla crescita del mondo sportivo nel suo complesso.

 

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Una risposta a La straordinarietà delle prestazioni degli atleti disabili alle paraolimpiadi sollecita alcune riflessioni in merito

  1. Angelo Angelo scrive:

    Bellissimo quanto hai scritto…sottoscrivo tutto e cercheremo per il futuro di darci quest obiettivo.

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