Appuntamenti con la storia – ALFREDO GARGIULLO

gargiulloCon oggi vogliamo iniziare una serie di “APPUNTAMENTI CON LA STORIA” della Società, per riviverne i momenti salienti, che ci condurranno al 110° compleanno del Trionfo Ligure, il 7 giugno 2017. La guida di questi nostri “caffè storici” è ATTILIO FEZZARDI, nostra principale fonte e memoria.

Iniziamo con la visita alla tomba di ALFREDO GARGIULLO, rappresentato mentre taglia il traguardo del Campo Spes,  ovvero in Piazza della Vittoria (nella Foto Campo Spes con Gargiullo).gargiullo2

Attilio Fezzardi ripercorre così la storia del campione, prematuramente mancato a 21 anni per una peritonite nel 1928. Dal volume  “Genova e l’atletica – L’avventura di un secolo“, Attilio Fezzardi, 2007, pp. 73/74/75:  “[…] Debutta a 16 anni, da indipendente, vincendo all’Acquasola una gara di mezzofondo. Zuccotti ed Emilio Lunghi lo convincono a farsi socio della Trionfo Ligure. La sua ascesa è mirabile e continua. Domina in Italia, vincendo il titolo nazionale e partecipa con onore alle Olimpiadi di Parigi, nel 1924, classificandosi secondo in semifinale, dietro Level, e classificandosi sesto con la 4×400 ( 3’28″00). E questo, facciamo un po’ di conti, a 18 anni. Un anno dopo batte il record italiano dei 400m, di Salvi (51″ e 1/5)  vecchio ormai di 13 anni e lo porta a 50″ e 1/5. Nel 1927 vince il titolo italiano nei 400m e porta il record a 49″ e 1/5, corsi più volte ufficialmente e anche i meno, ma in gare non ufficiali.  Record man italiano nei 300, 400 e 500, si distingue anche in distanze più brevi. Nel 1927 partecipa inoltre al campionato inglese, ultima sua competizione internazionale di rilievo”.  gargiullo3

A pochi giorni dalla sua morte, sorge un comitato che si occupa di reperire i fondi per dedicargli un monumento funebre a Staglieno. Ogni sera bar, bottiglierie e osterie sono visitate per raccogliere offerte. I più attivi Pacifici e Zuccotti e fondamentale è il contributo della GAZZETTA dello SPORT.  Grazie alla generosità di molti, oggi il suo monumento è una pietra miliare della storia atletica della città. La sua tomba, non avendo lui più parenti, è oggi patrimonio e responsabilità del Trionfo, che per i 110 anni ne farà restaurare le lettere cadute.

 

 

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